Notizie Parrucchieri e Bellezza

Notizie e novità dal Mondo della Bellezza
Information and news from the World of Beauty
Informationen und Neuigkeiten aus der Welt der Schönheit
Information et nouvelles du monde de la Beauté
Información y noticias del mundo de la belleza
信息和新闻从美的世界
Информация и новости из мира красоты
المعلومات والأخبار من عالم الجمال


BEAUTY NEWS

In occasione della presentazione della nuova collezione primavera estate 2021, REDValentino punta tutto sul digitale con un grande progetto dedicato alla community internazionale del marchio. Proprio oggi, infatti, è stata lanciata la piattaforma tramite cui tutti i fan e gli amici del marchio potranno accedere a una selezione di contenuti esclusivi che approfondiscono i temi della collezione, con focus speciali sui capi e sugli accessori must di stagione.

Attraverso un visual storytelling innovativo, infatti, sarà possibile scoprire tutte le novità della collezione, tra fiocchi, volant e balze, volumi amplificati, forme irriverenti, tocchi eccentrici e dettagli romantici. Un viaggio all'interno dell'estetica di REDValentino che prende vita grazie agli scatti realizzati dal giovane street photographer Niccolò Berretta tra le vie animate del quartiere Esquilino di Roma.

REDValentino si adatta così all’innovazione digitale per soddisfare al meglio le esigenze contemporanee: in un anno caratterizzato da sfide senza precedenti, la nuova piattaforma online è concepita come risorsa per sostenere e rafforzare il rapporto con la community del brand. Solo per un periodo limitato – esattamente una settimana – stampa, partner, follower e clienti da ogni parte del mondo potranno scoprire la nuova collezione primavera estate 2021.



Continua a leggere

Tendenza moda autunno inverno 2020 2021: scarpe francesine. Modelli con tacco alto e basso e consigli su come indossarle secondo i look di sfilata

Altissime, anche dotate di plateau, o basse: le francesine sono tornate a sfilare in passerella per le collezioni autunno inverno 2020 2021. Diverse dalle derby shoes, anch'esse stringate ma con la “mascherina” cucita sotto i gambetti (la parte con gli occhielli), queste scarpe eleganti sono chiuse da cinque coppie di fori che aiutano a far aderire l'accessorio al collo del piede.

Il nome “francesine”, e la declinazione “parigine”, deriva dall'usanza delle dame di Versailles del Settecento di indossare un paio di calzature dotate proprio di lacci. Nell'Ottocento vengono ribattezzate “Oxford”, quando alcuni studenti universitari iniziano a indossarle, diventando così simbolo dello stile borghese dell'epoca, nonché dei preppy del Novecento.

Le scarpe francesine di Dolce & Gabbana

Pelle stampa coccodrillo o raffinato pizzo per il duo Stefano Dolce e Domenico Gabbana che opta per modelli total black. Si portano con gonne lunghe, tubini, shorts: da provare con le calze parigine di pizzo.

Dolce & Gabbana
Dolce & Gabbana
Dolce & Gabbana
Dolce & Gabbana
Tacco stiletto per Ralph & Russo

Le scarpe di Ralph & Russo sono dotate di tacco stiletto, con caviglia rinforzata quilted. Una variante ibrida color cipria, nata da un incrocio tra un paio di francesine e dei polacchini. 

Ralp & Russo
Ralp & Russo
Plateau per le stringate di Celine e Prabal Gurung

C'è chi osa oltremisura e non si accontenta di un tacco altissimo: Celine e Prabal Gurung optano per la variante con plateau. La scarpa diventa importante anche per la scelta della texture: skin esotica per il primo e cavallino leopardato per il secondo. Si portano con i collant velati.

Celine
Celine
Prabal Gurung
Prabal Gurung
Francesine basse con punta per Giorgio Armani e Marc Jacobs

In questo caso la scarpa risulta più scollata ed è dotata di meno coppie di occhielli: il modello è dinamico, si sviluppa con una punta slanciata. Vernice nera per Giorgio Armani o coccodrillo stampato per Marc Jacobs: le francesine si portano con i pantaloni lunghi o con i bermuda, in questo ultimo caso con un paio di gambaletti.

Giorgio Armani
Giorgio Armani
Marc Jacobs
Marc Jacobs
Le stringate nere di Maison Margiela

Un modello apparentemente classico quello di Maison Margiela: la scarpa è caratterizzata dall'iconica punta divisa, tipica degli stivali Tabi.

Maison Margiela
Maison Margiela
Scarpe moda Autunno Inverno 2020 2021, i modelli must have
Louis VuittonLouis VuittonLouis VuittonLouis VuittonLouis VuittonMiu MiuMiu MiuMiu MiuMiu MiuMiu MiuChanelAlexander McQueenAlexander McQueenAlexander McQueenStella McCartneyStella McCartneyStella McCartneyGivenchyValentinoValentinoValentinoValentinoBalenciagaBalenciagaHermèsHermèsRalph & RussoCarlo ScarpatoRalph & RussoCarlo ScarpatoRalph & RussoCarlo ScarpatoAltuzarraAltuzarraCelineCelineCelineBalmainBalmainOff-WhiteOff-WhiteChloéChloéChloéDries Van NotenMaison MargielaMaison MargielaMaison MargielaSaint LaurentSaint LaurentChristian DiorChristian DiorChristian DiorMarine SerreMarine SerreGiorgio ArmaniGiorgio ArmaniGiorgio ArmaniDolce & GabbanaDolce & GabbanaDolce & GabbanaBottega VenetaBottega VenetaSalvatore FerragamoSalvatore FerragamoSalvatore FerragamoPorts 1961Ports 1961Ports 1961VersaceVersaceVersaceVersaceVersaceVersaceMarniFendiFendiFendiPradaPradaPradaPradaN21Pietro S. D'ApranoGucciGucciGucciGucciBurberryBurberryBurberryBurberryJ. W. AndersonJ. W. AndersonJ. W. AndersonErdemMalone Souliers X RoksandaALL RIGHTS RESERVEDMalone Souliers X RoksandaALL RIGHTS RESERVEDMalone Souliers X RoksandaALL RIGHTS RESERVEDSimone RochaSimone RochaSimone RochaSimone RochaVictoria BeckhamVictoria BeckhamMalone Souliers X Richard MaloneROMINA INTROINIMalone Souliers X Richard MaloneROMINA INTROINIMarc JacobsMarc JacobsMarc JacobsMarc JacobsMarc JacobsMichael Kors CollectionMichael Kors CollectionMichael Kors CollectionCoachCoachPrabal GurungPrabal GurungPrabal GurungPrabal GurungOscar de la RentaOscar de la RentaOscar de la RentaOscar de la RentaProenza SchoulerProenza SchoulerProenza SchoulerTom FordTory BurchTory Burch


Continua a leggere

Cover Oath Magazine_courtesy Oath magazine.jpgphoto by Lunga Ntila_Something Keeps Calling Me_courtesy Oath magazine.jpgLunga Ntila, Something Keeps Calling Me. Courtesy Oath magazinephoto by Anke Loots_courtesy Oath magazine.jpgAnke Loots. Courtesy Oath magazinephoto by Jesse Navarre Vos_courtesy Oath magazine.jpgJesse Navarre Vos. Courtesy Oath magazinephoto by Obakeng Molepe_courtesy Oath magazine.jpgObakeng Molepe. Courtesy Oath magazinephoto by Nonzuzo Gxekwa_Pink nuns in Johannesburg at a taxi rank_courtesy Oath magazine.jpgNonzuzo Gxekwa, Pink nuns in Johannesburg at a taxi rank. Courtesy Oath magazine


Continua a leggere

SKRE3236.jpgValentina Tamborra, dal progetto Skrei – Il viaggioSKRE4238.jpgValentina Tamborra, dal progetto Skrei – Il viaggioTINA3093.jpgValentina Tamborra, dal progetto Skrei – Il viaggioSKRE2070.jpgValentina Tamborra, dal progetto Skrei – Il viaggioTINA2256.jpgValentina Tamborra, dal progetto Skrei – Il viaggio


Continua a leggere

La forfora si manifesta con un'intensa desquamazione del cuoio capelluto. Ne consegue solitamente fastidio e prurito che generalmente si accompagna a un'irritazione della cute. Spesso, come afferma la dottoressa Jessica Weiser del New York Dermatology Group a TheCut.com, si tratta di una forma - più o meno blanda - di dermatite seborroica. Le cause, come le soluzioni, sono di certo alcuni prodotti specifici ma anche, e soprattutto, qualche buona abitudine. Leggete qui. 

Lavatevi i capelli più spesso

Se è vero che per chi ha la cute normale e non presenta particolari problematiche saltare qualche shampoo può essere una buona idea (oltre che un modo per essere più sostenibili), va detto che il discordo cambia per chi avesse la forfora. L'accumulo di oli e sebo infatti non fa che aggravare la situazione per cui il consiglio è di lavare i capelli - con un prodotto ad hoc - almeno due volte la settimana ed evitare di esagerare con l'utilizzo dello shampoo secco. 

Head & Hair Heal Shampoo di Maria Nila ha un potere lenitivo grazie al ricco pool di attivi che stimolano la crescita dei capelli. La sua formulazione tratta il cuoio capelluto donando comfort assoluto previene la forfora e grazie al concentrato di peptidi stimola la crescita dei capelli prevenendone la caduta. Ideale per lavaggi frequenti.
Head & Hair Heal Shampoo di Maria Nila ha un potere lenitivo grazie al ricco pool di attivi che stimolano la crescita dei capelli. La sua formulazione tratta il cuoio capelluto donando comfort assoluto previene la forfora e grazie al concentrato di peptidi stimola la crescita dei capelli prevenendone la caduta. Ideale per lavaggi frequenti.
Non grattatevi 

Soprattutto se avete le unghie lunghe, per quanto smaltate, essere “aggressivi” con la cute potrebbe aumentarne l'infiammazione. Avete molto prurito? Massaggiate il cuoio capelluto con i polpastrelli. 

Usate un prodotto ad hoc, ma nel modo giusto Lo shampoo antiforfora MELALEUCA di Renée Furterer è a base di olii essenziali purificanti e quindi ha la capacità di eliminare completamente la forfora secca limitandone la ricomparsa. Arricchito in estratto di Curbicia, riduce la secrezione di sebo.
Lo shampoo antiforfora MELALEUCA di Renée Furterer è a base di olii essenziali purificanti e quindi ha la capacità di eliminare completamente la forfora secca limitandone la ricomparsa. Arricchito in estratto di Curbicia, riduce la secrezione di sebo.

Il che vuol dire non solo di scegliere prodotti dichiaratamente anti forfora, ma di testare gli effetti sia sulla cute sia sulle lunghezze. Alcuni shampoo specifici infatti tendono a essere perfetti sul cuoio capelluto ma un po' troppo “strong” sulle lunghezze che ne risultano in qualche modo seccate. Considerate dunque due step sotto la doccia: shampoo anti forfora e crema/maschera nutriente sulle punte.

Fate lo scrub 

E sì intendiamo in testa. Come per il viso e il corpo questi prodotti aiutano a eliminare le cellule morte e la circolazione così da avere un effetto benefico sotto più punti di vista. Anche in questo caso, ovviamente, valgono le regole dello skincare: non usate gli esfolianti troppo spesso (un paio di volte alla settimana è il massimo) e massaggiate il prodotto con gentilezza.

New Beginnings Exfoliating Cleanser della linea My Hair My Canvas di ALTERNA ha una formulazione ad alta performance,  100% vegana. Gli ingredienti sono i migliori che la natura possa offrire, come il Caviale Botanico che idrata e ristruttura in profondità anche i capelli più stressati, o la Perlite che assorbe il sebo e lascia i capelli luminosi e profumati. La linea My Hair My Canvas ha il massimo impatto sul tuo look con il minimo impatto sull’ambiente. Fra l'altro il packaging è composto per il 50% di plastica riciclata.
New Beginnings Exfoliating Cleanser della linea My Hair My Canvas di ALTERNA ha una formulazione ad alta performance,  100% vegana. Gli ingredienti sono i migliori che la natura possa offrire, come il Caviale Botanico che idrata e ristruttura in profondità anche i capelli più stressati, o la Perlite che assorbe il sebo e lascia i capelli luminosi e profumati. La linea My Hair My Canvas ha il massimo impatto sul tuo look con il minimo impatto sull’ambiente. Fra l'altro il packaging è composto per il 50% di plastica riciclata.
Nel frattempo puntate sulle acconciature 
Hairstyle
Acconciature da sera facili: 10 raccolti da copiare
Dalle star su Instagram ai look da passerella, dai classici raccolti agli accessori rétro, ecco le idee da provare subito

Come in tutte le cose ci vorrà un pochino di tempo per vedere i primi risultati. Nel mentre optate per code, chignon e acconciature facili. Avere i capelli legati è un deterrente per grattarsi (semplicemente è più difficile), ma eviterà che la forfora cada sulle spalle. 



Continua a leggere

Weiyu Hung ha presentato con successo la collezione moda Primavera estate 2021 "Goddess" del suo brand WEI-YU HUNG nel corso della Taipei Fashion Week, attraverso un'installation artistica multidisciplinare di musica e moda.

Weiyu è originario del Taiwan ma risiede ad Arnhem in Olanda, dove si è trasferito anni fa per frequentare la prestigiosa scuola di moda dell'ArtEZ. La collezione portata a Taipei è la stessa con cui ha conseguito il Master in Fashion Design all'ArtEZ, poco prima di partire per presentarla personalmente, invitato dal governo locale grazie a un programma di sponsorship. La Fashion Week di Taipei rappresenta un altro traguardo importante nella carriera del designer, che a partire dal 2014 è già stato invitato a partecipare alle fashion week di Milano e Londra, alla Mercedes Benz China Fashion Week, al CentreStage di HongKong e alla Sustainable Fashion Week olandese. Weiyu Hung è stato anche selezionato ed incluso nell'edizione di Febbraio 2020 del Vogue Talents magazine, ha collaborato col Net A Porter con la collezione WEI-YU HUNG x The R Collective, ha partecipato alla mostra "Redress" allestita dal museo di moda sostenibile Fashion for Good di Amsterdam in quanto finalista del Redress Design Award 2019 e vinto il premio come Rising Star conferito dal Redress Design Awards 2020.

the new frontiers of awareness
Vogue Talents Febbraio 2020
In edicola oggi, insieme a Vogue Italia, il nuovo numero di Vogue Talents

Weiyu Hung è un artista e designer di grande talento ma anche una persona molto sensibile, con una gentilezza di altri tempi. Cresciuto a Taiwan, ha fortemente a cuore l'artigianato tradizionale, il background culturale del suo paese e la storia della sua gente. Lo abbiamo intervistato in esclusiva alla vigilia della presentazione a Taipei, parlando della sua nuova collezione, della situazione attuale e del futuro. "Ad essere sincero sono un po' nervoso. Con questa collezione ho cercato di creare abiti più indossabili e meno costosi del solito, senza rinunciare al mio stile. Combinare le due cose è stata una grande scommessa e ora vedremo se funzionerà".

Confessa che ultimamente gli è stato consigliato di rendere le sue creazioni più accessibili dal punto di vista commerciale, cercando di non sacrificare lo stile unico che lo contraddistingue. "Ci sono forti aspettative nei riguardi di questa collezione e vorrei non deludere nessuno. Spero di raggiungere il mio obiettivo principale, che è quello di parlare delle tradizioni artigianali e dello spirito artistico della mia terra, continuando a promuovere un tipo di processo creativo completamente sostenibile".

"Vorrei dimostrare ai rappresentanti dell'industria manifatturiera del mio paese che è possibile produrre abbigliamento in maniera sostenibile e che questo è il momento di agire. Possiamo e dobbiamo fare la differenza"

Le tradizioni familiari che vengono trasmesse di generazione in generazione e quella profondamente radicata dell'artigianato della sua terra sono da sempre temi fondamentali e punti di partenza del processo creativo di Weiyu Hung. "Vorrei che la mia gente prendesse coscienza della nostra identità nazionale, dell'eredità culturale e storica, delle tecniche artigianali uniche tramandate nel tempo. Dovremmo essere orgogliosi di chi siamo e di cosa siamo in grado di fare"

Il concetto che ha ispirato la collezione è molto poetico: "Mi sono lasciato inspirare dal nostro Moon Festival (La Festa della Luna). Nei giorni di luna piena, sbocciano i fiori e la gente si riunisce per festeggiare. È un'occasione importante per noi in Taiwan, un modo per stare insieme e riscoprire cosa ci lega. Purtroppo quest'anno non sarà possibile festeggiare a causa del Covid-19, ma spero che la collezione riesca a trasmettere il calore di questa festività. Per me è importante creare qualcosa che sia non solo bella da vedere, ma lasci anche una traccia indelebile nella memoria di chi guarda". Con "Goddess", Weiyu Hung vuole creare l'immagine di una Dea moderna che rappresenti la bellezza in una dimensione di nuova normalità, in un clima pacifico e universale. Per creare gli abiti ha lavorato secondo i principi di zero waste e upcycling, utlizzando scarti dell'azienda tessile locale XueQin e vestiti di seconda mano forniti dalla SinSyou En in Giappone, collaborando con un laboratorio sociale che aiuta i disoccupati, i malati e i pensionati, incoraggiandoli a scoprire i loro talenti nascosti e cominciare una nuova vita. Anche in questa collezione torna il motivo del ricamo di corteccia che rappresenta ormai la firma artistica di Weiyu Hung, ovvero la tecnica artigianale tradizionale con cui la corteccia degli alberi viene trasformata in tessuto attraverso una lavorazione di martellatura e lavaggi mirati. Weiyu Hung ha imparato la tecnica del "Tapa" da sua madre, osservandola mentre lavorava sin da bambino e seguendo le orme del popolo austronesiano, che la utilizza da secoli. Per colorare gli abiti, Weiyu Hung utilizza metodi al 100% naturali, come piante raccolte in montagna per produrre coloranti lucidi bianchi e neri che poi vengono mescolati con albume, vino e acqua o anche chicchi di caffè, per produrre olio che viene usato per rivestire i tessuti, invece di prodotti chimici. Il risultato è una collezione di gran classe e bellezza, armoniosa e magica, che ha conquistato subito sia il pubblico che la stampa internazionale, consacrando Weiyu Hung come uno dei più grandi talenti emergenti attuali.

Cosa gli riserva il futuro e quali saranno le prossime tappe della sua carriera? "Dopo la Taipei Fashion Week passerò una settimana con mia madre, sia per stare insieme dopo tanto tempo che per lavorare a un progetto in comune. Poi tornerò in Olanda e comincerò a valutare diverse possibilità per continuare a far conoscere il mio brand e posizionarlo a livello internazionale. La mia priorità è quella di riuscire a trovare uno showroom sia a Milano che Parigi che credano in me e possano davvero aiutarmi a raggiungere i buyers e il pubblico giusto. Tutto senza troppa fretta, voglio fare le scelte giuste e soprattutto concedermi un piccolo momento di pausa, per poi cominciare a lavorare alla prossima collezione autunno/inverno. Quest'anno non mi sono fermato un attimo nonostante il Covid-19, perché ho portato a termine il corso di Master dell'ArtEZ e contribuito a diversi progetti. Sono molto grato delle opportunità che ho avuto e continuo a sperare nel futuro. Non dobbiamo arrenderci. Passerà anche questa tempesta".

Ecco le foto della collezione moda primavera estate 2021 di WEI-YU HUNG

CJ_L6741.jpgChih Chieh Wang, Jove WangCJ_L6626.jpgChih Chieh Wang, Jove WangCJ_L6596.jpgChih Chieh Wang, Jove WangCJ_L6829.jpgChih Chieh Wang, Jove WangCJ_L7050.jpgChih Chieh Wang, Jove WangCJ_L7026.jpgChih Chieh Wang, Jove WangCJ_L7110.jpgChih Chieh Wang, Jove WangCJ_L7152.jpgChih Chieh Wang, Jove WangCJ_L7144.jpgChih Chieh Wang, Jove WangCJ_L7286.jpgChih Chieh Wang, Jove WangCJ_L7263.jpgChih Chieh Wang, Jove WangCJ_L7270.jpgChih Chieh Wang, Jove WangCJ_L7378.jpgChih Chieh Wang, Jove WangCJ_L7418.jpgChih Chieh Wang, Jove WangCJ_L7452.jpgChih Chieh Wang, Jove WangCJ_L7458.jpgChih Chieh Wang, Jove WangCJ_L7664.jpgChih Chieh Wang, Jove WangCJ_L7765.jpgChih Chieh Wang, Jove WangCJ_L7943.jpgChih Chieh Wang, Jove WangCJ_L7959.jpgChih Chieh Wang, Jove WangDSC08240.jpgChih Chieh Wang, Jove WangDSC08250.jpgChih Chieh Wang, Jove WangDSC08271.jpgChih Chieh Wang, Jove WangDSC08279.jpgChih Chieh Wang, Jove WangDSC08335.jpgChih Chieh Wang, Jove WangDSC08398.jpgChih Chieh Wang, Jove WangDSC08307.jpgChih Chieh Wang, Jove WangDSC08419.jpgChih Chieh Wang, Jove WangDSC08444.jpgChih Chieh Wang, Jove WangDSC08473.jpgChih Chieh Wang, Jove WangDSC08475.jpgChih Chieh Wang, Jove WangDSC08370.jpgChih Chieh Wang, Jove WangDSC08496.jpgChih Chieh Wang, Jove Wang


Continua a leggere

Valeria Golino, Pina Turco e Nicolangelo Gelormini raccontano “Fortuna”

Una favola nera al femminile, un dramma infantile tratto da una storia vera e un’opera prima coraggiosa: Fortuna, film presentato alla Festa del cinema di Roma e in arrivo nelle sale italiane entro fine 2020, è tutto questo e molto altro ancora. Prende spunto da un caso di pedofilia a Caivano, che ha portato alla morte di una bambina di sei anni, ma non vuole essere un’indagine giornalistica sulla vicenda, ma una specie di sua versione onirica. Ecco perché ha ottenuto il patrocinio di Save the Children Italia e ha attirato l’attenzione di Valeria Golino, una delle due protagoniste assieme a Pina Turco. La trama Fortuna non è il nome vero della protagonista, Nancy (interpretata da Cristina Magnotti), ma un soprannome, poi preso in prestito per il progetto diretto da Nicolangelo Gelormini, 41enne napoletano al debutto dietro la macchina da presa. La bambina, che nasconde un oscuro segreto, riscrive la realtà come vorrebbe che fosse e si reinventa principessa di un mondo molto lontano dalla sua realtà in un quartiere popolare. Quando smette di parlare viene portata da Gina, una psicologa della ASL tutt’altro che affabile a cui alternano il volto le due attrici adulte.

Valeria Golino, Pina Turco, Cristina Magnotti
Valeria Golino, Pina Turco, Cristina Magnotti
Serena Petricelli

Un film necessario Valeria Golino, racconta, non ha avuto il minimo dubbio sulla storia: “Ho detto subito di sì grazie alla sceneggiatura e non per il doppio ruolo, di due donne all’opposto ma con lo stesso sentimento di protezione, benevolenza, buonsenso. Volevo esserci a tutti i costi non per raccontare una doverosa verità, anzi semmai questo sarebbe stato un deterrente, ma proprio per il modo in cui la vicenda è raccontata”. Le paure prendono vita e svelano pian piano la storia di un’infanzia violata, un autentico rischio se si pensa all’uscita al cinema dopo un periodo d’emergenza sanitaria e di disagi psicologici: “Il film racconta un punto di vista forte e non c’è niente di più bello di scommettere su un’opera prima anche a costo di correre il pericolo che non funzioni. Questo non è il caso”. Sul grande schermo si avvicendano due tipi di femminilità, quella materna incarnata dalla Golino e quella più sfuggente impersonata dalla Turco: “Il mio personaggio – spiega l’attrice campana – è graffiante e lontanissima dall’idea di mamma perfetta dei nostri sogni, è una che nella vita striscia e arranca, quasi strozzata da se stessa ma che è importante rappresentare”.

Valeria Golino, Cristina Magnotti
Valeria Golino, Cristina Magnotti

La parola al regista La storia, purtroppo vera, ha messo fin da subito davanti agli occhi del regista (e co-sceneggiatore) un dilemma dolorosissimo: “Come racconti una realtà così oscena – si chiede Gelormini – che nasconde il più atroce dei tradimenti, quello della madre? Allora ho pensato a mettere in scena un riscatto sulla verità. Fortuna riceve una possibilità di salvezza che solo il cinema può offrire. Ho deciso di non mostrarlo, di servirmi dei fuoricampo e così tutto quello che non si vede, nei punti di buio, viene coltivato dentro lo spettatore al punto che il film sembra quasi un horror. Fa leva sulla paura, in una vicenda in cui ho cercato di entrare in punta di piedi, pur avendo letto tutti gli atti processuali”.

I veri mostri non vengono svelati, denudati, mostrati, ma abbozzati e nascosti alla vista perché in questo modo il loro potere viene amplificato. Succede questo quando gli adulti tradiscono i bambini che sono stati loro affidati e solo una dimensione onirica può ristabilire un po’ di quell’innocenza e bellezza ormai strappate via.

“Fortuna”
“Fortuna”
GIANNI FIORITO


Continua a leggere

Hailey Baldwin ha due nuovi tatuaggi. A rivelarlo il  Mr. K., tattoo artist delle star, che ha pubblicato su Instagram due scatti delle sue ultime creazioni realizzate proprio per Hailey Baldwin-Bieber.

E se il primo tatuaggio è la scritta "Beleza" realizzata sul collo con una linea unica molto sottile, il secondo è chiaramente un'omaggio al marito Justin. Come dimostrano gli scatti, la modella ha voluto farsi disegnare la J di Justin sull'anulare destro. Un tatuaggio che probabilmente arriva per celebrare il primo anno di matrimonio della coppia. Un anniversario celebrato dalla modella anche attraverso la pubblicazione di numerose foto delle nozze. 

Hailey non è l'unica star che, in questo periodo, ha deciso di decorare il proprio corpo. Qualche settimana fa, infatti, anche Joe Jonas ha voluto regalarsi altri due tatuaggi ispirati all'opera di Fornasetti.

Seven-time Grammy winner and current nominee  Rihanna arrives on the red carpet for the 57th Annual Grammy Awards in Los Angeles February 8, 2015. AFP PHOTO / VALERIE MACON        (Photo credit should read VALERIE MACON/AFP via Getty Images)
Tattoo
Questi mini tatuaggi piccoli e chic vi faranno venire voglia di farvi un tattoo. Ora
Piccoli dettagli di stile, da scegliere con cura e portare sempre con sé

E chissà che uno di questi non fosse dedicato proprio alle donne che hanno cambiato la sua vita. 



Continua a leggere

Le sopracciglia sono un elemento fondamentale del viso perché ne esaltano i lineamenti, valorizzano lo sguardo ed influenzano la nostra espressione. Scopriamo insieme come avere sopracciglia perfette in pochi e semplici passaggi, come disegnarle con precisione e quali sono i migliori prodotti da utilizzare in base alle diverse esigenze, senza doversi necessariamente recare dall'estetista.Continua a leggere

Continua a leggere

In cerca di outfit per over 40? Ecco qualche idea per abbinare le sneakers

Sono ormai lontani, per fortuna, i tempi in cui le sneakers erano relegate a un'età in particolare o ai look casual. Da un bel po' di stagioni si indossano persino con il long dress e non sono più prerogativa dei millennial. Insomma, ora più che mai, sembrano inneggiare alla libertà assoluta. Vi proponiamo qualche idea per sfoggiarle in versione over 40. Nessun freno al gusto personale e alla creatività, solo qualche regola di buon gusto per interpretarle al meglio.

1. Less is more

Puntate su modelli minimal o, se scegliete modelli più elaborati, siate essenziali negli abbinamenti.

2. No ai platform vertiginosi

Le sneakers chunky dalle platform altissime non sono esattamente un esempio di comodità ed eleganza. Meglio puntare su modelli più sobri e meno girlish.

Getty ImagesStreet Style - Hamburg - May 13, 2020
Getty Images
Streetstyleshooters

3. Scarpe sempre perfette

Per dare all'outfit un tono raffinato, anche senza tacchi.

4. Un'attenzione particolare ai look con denim

Jeans e sneakers sono un'accoppiata perfetta, ma bisogna stare attenti a una serie di particolari. Innanzitutto occhio alla taglia dei pantaloni, che sia quella corretta. Evitate i modelli troppo over, mentre l'orlo deve essere fatto in modo che i jeans non sovrastino le sneakers in maniera eccessiva.

Getty ImagesEva Lutz Street Style Shooting In Wuerzburg
Getty Images
Streetstyleshooters

5. Sicure di volerle indossare sempre?

Valutate bene quali sono le occasioni più adatte. E ricordate che nessuna più di voi ha sicurezza, fascino e disinvoltura tali da poter sfoggiare la più sofisticata delle scarpe gioiello. Perché non approfittarne?

LONDON, ENGLAND - FEBRUARY 14: Leonie Hanne is seen wearing brown blazer, white blouse, black pants, white bag outside 16Arlington during London Fashion Week February 2020 on February 14, 2020 in London, England. (Photo by Christian Vierig/Getty Images)
Regole di stile
Outfit con blusa: gli errori da evitare quando la indossi
Le regole di stile per indossare la blusa nel modo corretto con tutti i segreti su come abbinarla


Continua a leggere

Avevamo appena imparato a fare le Stories e a usare la IGTV (la TV di Instagram) ed ecco spuntare Reels, la nuova funzione che strizza l’occhio al pubblico di TikTok. I reel sono infatti dei brevi video in formato verticale, che ci permettono di esprimerci su Instagram in modo creativo e inedito. Se con le storie possiamo raccontare attimi di vita mettendoci un po’ di colore, con reel invece possiamo realizzare dei clip creativi che stupiscano chi guarda. Per esempio: avete mai visto uno di quei video in cui la protagonista si cambia d’abito con uno schiocco di dita? Ecco quella è la classica cosa che si può fare con Instagram Reels.

Come fare i reel

La prima cosa da fare è cliccare sul “+” in alto a sinistra e dal menu a tendina che si apre e scegliere Reels. Da quel momento quello che vedremo nello schermo sarà ciò che finirà nel nostro video, dopo aver cliccato sul pulsante REC, al centro in basso. Possiamo girare un video che occupi l’intero reel oppure tanti piccoli clip, da collegare uno all’altro usando gli effetti speciali che Instagram ci mette a disposizione. Sulla sinistra dello schermo ci sono infatti 6 icone e ognuna custodisce un segreto che ci permette di rendere più creativo il nostro video. Eccole:

  1. Durata. Cliccandoci su possiamo scegliere quanto dovrà durare il nostro reel, se 15 o 30 secondi.

  2. Musica. Che video divertente sarebbe senza colonna sonora? Cliccando sull’icona che ricorda una nota possiamo scegliere la nostra. Beninteso che dovrà durare al massimo 30 secondi, cioè il tempo di un reel. Ma la scelta è molto vasta perché Instagram ci mette a disposizione tutta la sua library. Volendo possiamo anche pubblicare un nostro brano, semmai sperando che qualcun altro lo diffonda…

  3. Velocità. Siamo noi a decidere a che velocità deve andare il nostro video. Possiamo rallentarlo o velocizzarlo, a piacere. Funziona anche sui singoli clip che compongono il video: in questo modo possiamo giocare col tempo alternando il ritmo (lento/veloce).

  4. Timer. Cliccandoci su attiviamo un timer che ci permette di prenderci tutto il tempo per metterci in posa davanti al telefonino.

  5. Effetti. Qui le cose si fanno un po’ più complicate: cliccando su quest’icona, accanto al pulsante REC, in basso al centro, appariranno altre icone colorate da scorrere per scoprire tutti gli effetti che ci mette a disposizione e Instagram per realizzare i nostri reel. Sono davvero tanti: filtri bellezza, maschere divertenti, effetti surreali. E lo sfondo verde che ci permette di sostituire la parete alle nostre spalle con un paesaggio a scelta, proprio come fanno in tv. Cliccando sulla lente d’ingrandimento al termine del catalogo degli effetti, ne possiamo scoprire altri e altri ancora e provarli in tempo reale.

  6. Allinea. Ecco la ciliegina sulla torta. Cliccando su quest’icona, che appare a sinistra solo dopo che avremo girato il primo clip del nostro reel, vedremo esattamente in che posizione si è fermato il video precedente per riprendere proprio da lì nel video successivo, semmai dopo un cambio d’abito dando vita a una specie di gioco di prestigio. Non è complicato, ma è bene prenderci un po’ di confidenza per coglierne il potenziale.

I segreti di Instagram di Selena Gomez
Un'analisi approfondita sull'Instagram di Selena Gomez, per scoprire (e imparare) i segreti della regina dei social

Condividere i reel

Una volta fatto il nostro reel, possiamo scegliere di condividerlo solo su Esplora, la grande bacheca pubblica di Instagram, oppure anche sul nostro feed, in modo che lo possono vedere i nostri follower (opzione consigliata dagli esperti). Buona idea anche metterci un hashtag, così instagram capisce di cosa tratta il nostro video e lo mostra alle persone interessate.

I trucchi di Dario Vignali, esperto di social media marketing

Un reel per avere successo deve catturare l’attenzione già nei primi istanti”, spiega Dario Vignali, esperto di social media e deus ex machina di molti influencer. “Quindi consiglio immagini forti o in movimento, mozzafiato, che facciano nascere curiosità in chi osserva, meglio se con scritte e sottotitoli, visto che c’è chi li guarda con audio off”. Reels rappresenta l’avanguardia creativa di Instagram: “Dunque approfittiamone e inseriamo al loro interno elementi creativi come foto, balletti, scene in movimento, giocando col tempo, timelapse artistici”, continua Vignali.

Ogni funzione di Reels, del resto è un invito a sperimentare modi inediti di comunicare: “La possibilità di fare più clip va sfrutta in pieno”, suggerisce l’esperto. “Meglio non fare un unico filmato ma spezzettarlo, registrando una porzione per volta. Potremmo per esempio riprenderci mentre camminiamo in posti diversi, allineando i clip per creare un effetto divertente, che di sicuro mantiene alta l’attenzione di chi ci guarda”. Un’altra possibilità è quella di usare la frammentazione di Reels per fare delle liste tipo “5 cose che…”. Ma basta guardarsi in giro per trovarne tante di idee. L’importante è sapere che i reel non sono le storie, dove basta mostrare quello che facciamo e metterci un adesivo. “I reel - conclude Vignali - sono contenuti pensati per essere virali e raggiungere sempre più persone, che molto spesso non ci conoscono: dunque ci tocca essere creativi e non dare nulla per scontato”.



Continua a leggere

Nel cuore di Parigi, a due passi da Palais Royal, c'è un designer che nel bel mezzo della pandemia di Covid19 ha deciso di aprire una boutique dedicata alla vendita di un solo articolo: un trench di vinile nero con bottoni dorati. L'idea di Dryce Lahssan non è solamente un modello rivoluzionario di concepire lo shopping in store, attraverso un'esperienza intima e immersiva nel mondo del couturier, ma è anche un modo di rivalutare la moda come bene di lusso, derivante da una produzione più responsabile e rivolta a durare nel tempo. Leggete il Q&A con Dryce Lahssan.

Come è nata l’idea di aprire un negozio che vende un solo capo di abbigliamento?

Era un’idea che avevo in mente da sempre. Dopo aver venduto per anni i miei trench ad altri negozi e retailer sentivo di voler offrire più di un solo tipo di prodotto. Volevo che le persone potessero vivere appieno tutta la storia, tutto l’universo e tutto l’immaginario di LAHSSAN. Ho trovato questo posticino nel cuore di Parigi, nei pressi del Palais Royal, in una strada animata e ho subito capito cosa volevo fare in quel posto: creare un’esperienza fisica di LAHSSAN, qualcosa che potesse riassumere tutti gli aspetti del brand, il lato bourgeois, quello francese, il mistero e persino l’erotismo. Il negozio ha le tende chiuse, un campanello, e non c’è un’insegna esterna che indichi il nome del brand. Si tratta di un’esperienza speciale che necessita di conoscenza, curiosità e impegno da parte del visitatore a scoprire il negozio, il brand e i trench di LAHSSAN. Sì, è vero, offre una sola tipologia di prodotto ma in realtà è molto più di un trench, è tutto un immaginario.

Dryce Lahssan fuori dalla sua boutique
Dryce Lahssan fuori dalla sua boutique

Come mai hai scelto proprio il trench? Per quanto tempo hai lavorato a questa idea?

Il trench è da sempre la mia ossessione, era originariamente un uniforme maschile, il nome deriva dal termine “trench”, nel senso di trincea di guerra, lo sapevi? Sono affascinato dal fatto che un capo così codificato possa essere al tempo stesso così versatile, che dalle trincee sia passato alla città, dagli uomini alle donne, dalla strada al grande schermo, e restando sempre uguale.

Cosa ha ispirato questo modello?

Questo trench è ispirato a una fotografia dell’ex direttrice americana di Vogue Paris, Joan Juliet Buck, scattata da Lord Snowdon. Nella foto indossa un trench lungo in vinile nero con bottoni dorati di Goossens, il gioielliere delle maison couture. Ed è un capo diametralmente opposto al classico trench in gabardine beige, ma è comunque la quintessenza del trench.

Gli interni della boutique di Dryce Lahssan
Gli interni della boutique di Dryce Lahssan

Che rapporto hai con la sostenibilità?

Con questo negozio volevo sperimentare con il concetto classico di vendita, rendere l’atto dell’acquisto più complicato, forse, ma anche più vicino ai clienti. Non solo voglio che desiderino, ma anche che amino il mio prodotto. Perché sono andati a cercarlo. Perché venire qui e comprarlo è stata un’esperienza a 360°. Spero che se ne prendano cura e che così possano indossarlo per molto tempo. Non abbiamo bisogno di comprare più vestiti, abbiamo bisogno di più cose speciali.

Il trench è prodotto in Italia, a Brescia, in un’azienda a conduzione famigliare (Confezioni Grazia), esperti artigiani nella confezione di bellissimi capi in vinile. Sono andato a conoscerli ed è stato bellissimo spiegare loro il mio brand, le mie fantasie e il concept. Abbiamo passato dei bei momenti insieme, abbiamo un rapporto fantastico. Hanno accettato di produrre gradualmente per Lahssan, con piccoli lotti, anche per cercare di creare un modello produttivo più sostenibile e sensato.

Gli interni della boutique di Dryce Lahssan
Gli interni della boutique di Dryce Lahssan

Ci dai qualche idea per portare il tuo trench?

Nel film In My Head viene indossato con niente sotto - dopo tutto sono francese - ma in realtà mi piace l’idea che non puoi mai sapere cosa c’è sotto un trench, forse è un bellissimo vestito o magari una semplice gonna jeans, o della lingerie. Entrano di nuovo in gioco il mistero, la fantasia.

Hai già avuto qualche cliente famoso?

Rei Kawakubo ha comprato la collezione per DSM al lancio e mi hanno detto che Beyoncé ha comprato il trench a New York. Il mio è un trench per tutte le donne, per quella che vuole nascondersi e proteggere i suoi segreti, che sia famosa o no, perché di segreti ne abbiamo tutti.

Zoe Kravitz is seen on the film set of Batman in which she plays Catwoman . The movie is being filmed in Liverpool UK at the moment. Liverpool city is on the edge for another lockdown Batman has started filming in Liverpool. During a rainy day a memorial service seen was shot at St George's Hall.Pictured: Zoe Kravitz,John TurturroRef: SPL5192158 121020 NON-EXCLUSIVEPicture by: SplashNews.comSplash News and PicturesUSA: +1 310-525-5808London: +44 (0)20 8126 1009Berlin: +49 175 3764 166photodesk@splashnews.comWorld Rights
Zoë Kravitz: prime foto da Catwoman in The Batman
Da Liverpool arrivano le prime immagini dal set di The Batman. E vediamo Zoë Kravitz nei panni di Catwoman

Nella sua boutique dedicata alla vendita di un solo capo di abbigliamento, al 24 di rue Molière, Dryce Lahssan non effettua servizi di modelli su misura o personalizzati - bisogna amare il trench così com'è - e il designer ci confessa che cambierà formula solo quando il suo trench sarà così famoso da essere stato copiato in tutto il mondo.



Continua a leggere

Qual è il segreto dell'Instagram di Selena Gomez? Come è riuscita a passare dall'essere una star del pop in cima alle charts mondiali ad essere anche una stella polare del mondo di Instagram? Ma soprattutto: come si può replicare il suo successo social? 

Chiaramente la formula segreta che garantisca questi risultati non esiste. Così come dietro a un successo così macroscopico non può esserci solamente una "buona dose di fortuna".  Abbiamo quindi provato ad analizzare in maniera puntuale il profilo Instagram di Selena Gomez, cercando i suoi punti di forza e estraendo delle buone pratiche da applicare. Punto dopo punto.

Ecco i segreti di Selena Gomez per aumentare i follower su Instagram. 

Selena Gomez
Selena Gomez
Sai da dove arrivi, sai dove vai, sai dove sei.

Ogni social network ha alcuni elementi peculiari che lo rendono diverso dagli altri. Non stiamo parlando solamente della natura visiva (Instagram), testuale (Facebook), audiovisiva (YouTube e Tik Tok), bensì, anche e soprattutto, delle caratteristiche che riguardano l'utenza. All'epoca dell'arrivo di Selena Gomez, datato 13 luglio 2013, Instagram era nel pieno della sua espansione massima con un'utenza tra i 18 e i 30 anni perfettamente in linea con target del pubblico della popstar. Inoltre Instagram aveva, e ancora ha, una natura più "edonistica" e "ludica", votata in maniera quasi totale all'intrattenimento e all'estetica, molto meno aggressiva e molto meno votata all'infotainment di Facebook. Questa consapevolezza del target e del mood della piattaforma è già perfettamente presente già a partire dall'arrivo su Instagram di Selena legato all'uscita del suo album di esordio: il suo primo post è infatti un video in bianco e nero dove i protagonisti hanno un'età in linea con l'utente medio (e l'ascoltatore medio di Selena) favorendo, quindi, una maggiore empatia e un'istantanea immedesimazione. 

TIPS: ogni social ha il suo target d'età e di emozione. Scegli quello che più si sposa con la tua personalità e ciò che comunichi.

Centrale non vuol dire ingombrante.

A nessuno piace ascoltare chi “se la canta e se la suona da solo”. Selena Gomez questo l'ha capito da subito: Instagram non è la piattaforma per diventare oggetto d'invidia ma per trasformarsi in un modello ispirazionale. Sì al self branding, no all'ostentazione: il confine, chiaramente, è labile e passa anche e soprattutto dalla capacità che si ha di raccontare non solo il risultato ottenuto ma a come ci si è arrivati con la fatica, l'impegno, le battaglie (tante), le sconfitte (poche) e le vittorie (sufficienti). Il punto è non mostrare solo un bellissimo panorama che si vede dalla cima del monte in cui siamo arrivati ma voler raccontare anche la fatica della salita. 

Certo, si può anche decidere per una narrazione fatta solo di fuochi d'artificio e fontane di champagne: in fondo anche i lontanissimi, potentissimi e antipaticissimi dei dell'Olimpo avevano i loro estimatori. Ma tutte altre storie erano quelle di Arianna, Perseo, Ercole e Andromeda: donne e uomini vulnerabili che, proprio nella loro vulnerabilità, sono diventui eroi, miti e modelli per l'intera umanità. 

TIPS: racconta una storia di successo, non raccontare solo il successo.  

I social sono presenza.

Per parlare del community management di Selena Gomez dobbiamo necessariamente parlare dello stop che si è autoimposta dalla piattaforma: l'addio temporaneo ai social è stato dettato dalla crescente violenza verbale che aveva riscontrato all'interno dei commenti e nei commentatori. Chiudendo temporaneamente il profilo e esplicitando con un post le sue motivazioni, Selena ha mandato tre messaggi di cui uno esplicito e due, più potenti, impliciti.

Il messaggio esplicito è riassumibile in: "Non si tollera la maleducazione e la violenza". Una posizione forte, indispensabile nei tempi del cyber-bullismo ma che racconta solo una parte della storia.

Cosa ci dice davvero la scelta di chiudere il profilo a causa dei commenti?

In primo luogo che Selena legge li spazio dei commenti. L'immagine che questo ci rimanda è di lei che personalmente crea contenuti e mette like e legge tutto ciò che le si scrive. Lei, Selena Gomez, non non un team di tecnici ed esperti della comunicazione. Questo ci fa quindi pensare a una persona presente sulle piattaforme che dà attenzione a tutti e con cui si può dialogare in qualunque momento. Nessun complimento, nessun commento, nessuna parola, insomma, è gettata al vento. Tutto ciò non può che incrementare la voglia di commentare, le reactions e il volerla seguire davvero. 

In seconda battuta, e questa è una comunicazione davvero “imponente”, lo stop ci fa dedurre che Selena ha una sensibilità che può essere ferita. Nessuna diva irraggiungibile, algida e superba: Selena Gomez è una ragazza come tante e tanti, che soffre, si arrabbia, si offende e non passa "sopra a tutto" perché "tanto è famosa". Lei sembra esserci per ciascuno dei suoi 129milioni di utenti: e non importa se tutto  questo è impossibile. Quello che conta non è ciò che è, ma ciò che viene percepito.

Selena GomezPremiere Of Universal Pictures' "Dolittle" - Arrivals
Selena Gomez
Axelle/Bauer-Griffin. Getty Images

TIPS: sii presente non solo sui social network ma nei social network. Non avere "follower" ma persone. Lo spazio dei commenti è social tanto quanto il wall.

Il tutto è la somma delle parti. E fa la differenza. 

Una delle chiavi per avere un successo sui social è essere consapevoli non solo di ciò che si fa e dice ma anche di come si appare. Instagram, infatti, è composto da tante singole fotografie ma è anche il mosaico che queste immagini creano. Un vero e proprio moodboard che viene composto giorno per giorno e a cui dobbiamo prestare attenzione. Se osserviamo il Wall di Selena Gomez, salvo rare e sporadiche eccezioni, siamo di fronte a una palette cromatica molto omogenea virata tutta sui colori caldi a cui si accompagna una scelta, che a questo punto riteniamo essere ben precisa, di una saturazione non esagerata.

Ai colori brillanti e patinati, Selena preferisce soluzioni cromatiche più morbide senza però eccedere virando sui colori pastello. L'effetto d'insieme è una scelta cromatica che evoca calore e accoglienza. Poco, anzi pochissimo, oro, lustrini e paillettes, tutti elementi che richiamano il metallo e il vetro (materiali freddi), largo invece a i legno, erba e terra, elementi che, per l'appunto, ci raccontano un'essenza vitale, naturale e genuina. 

TIPS: la palette cromatica racconta chi sei e descrive come sei percepito. Colori freddi: precisione, distacco, algidità. Colori caldi: vicinanza, genuinità, presenza.

L'importanza delle trame orizzontali.

Instagram può essere vista come una "serie televisiva" e, come nelle serie televisive, è composta da trame verticali e trame orizzontali.

Le trame verticali sono le storie che iniziano e finiscono in una singola puntata: nelle serie crime, solitamente, le puntate sono quasi tutte con trame verticali perché, alla fine, si risolve il caso di puntata.

Le trame orizzontali sono le storie che iniziano nella prima puntata della serie e si  concludono nell'ultima puntata della serie (o in altre puntate di intermezzo) come nel caso di Game of Thrones o La Fantastica Signora Meisel.

Per tenere alta l'attenzione sul proprio profilo social è necessario riuscire a gestire entrambe le cose: da un lato degli scatti che raccontino tutto quello che c'è da raccontare, dall'altra foto che siano frammenti di una storia in divenire. Non è per forza artificio ma, al contrario, è decidere di voler raccontare qualcosa che sta sviluppandosi nel tempo. Qualcosa di personale e autentico. Possono essere i work-in-progress di un album, il processo creativo che si nasconde dietro  a un brano (dalla prima nota alla release) o dettagli più  personali.

Nel caso di Selena, la popstar con straordinario coraggio e grande volontà, ha deciso di raccontare la storia della sua malattia autoimmune che l'ha portata a un trapianto di reni raccontando tanto il momento dell'operazione quanto il post operatorio. Una scelta d'ispirazione che però è stata, a sua volta, una sorta di viaggio dell'eroe che ha colpito, emozionato e commosso i suoi fan. E continua a farlo.

TIPS: oltre a catturare momenti, lascia anche volare delle storie.

Non essere ovunque ma essere una moltitudine.  

Osservando lo storico delle pubblicazioni di Selena Gomez si può dedurre che la popstar crea post solo nel momento in cui ha qualcosa da dire e ha voglia di dirlo: non c'è mai una sensazione di post-riempitivo o frutto di un bisogno di presenzialismo. Osservando gli intervalli di pubblicazione su vari piattaforme, possiamo facilmente evincere che Instagram è diventato di fatto, per Selena, uno strumento istituzionale, con meno post e più calibrati, mentre l'avvento di Tik Tok ha dato alla popstar nuovi stimoli per contenuti differenti, più immediati, che, per esempio, non funzionerebbero altrettanto bene su Instagram. 

Se infatti essere presente su una sola piattaforma social è sostanzialmente controproducente, non lo è quanto pubblicare un solo contenuto, identico, su più piattaforme. Ma soprattutto nulla è peggio di una narrazione non genuina, non spontanea e costruita: il divertimento e l'avere dei contenuti reali è più che vitale per avere successo sui social. E non solo in quelli. 

TIPS: lo scopo non e essere ovunque, lo scopo è essere l'ovunque.

Creare spazi per ospitare mondi.

Un profilo Instagram di successo è un profilo Instagram che può diventare anche spazio per altre storie oltre alla propria. La reiterazione della propria immagine per un numero impressionate di volte sarebbe stato l'incubo lovecraftiano persino di Warhol e, in effetti, può diventare inquietantemente ridondante. Lasciare ogni tanto spazio ad altre storie, ad altri volti e ad altre realtà più che utile è necessario.

 Recentemente, per esempio,  Selena ha ospitato i volti e le storie di attiviste e attivisti e alle loro iniziative: una scelta che permette di raccontare un pezzo di più della propria personalità (magari a partire proprio dai valori e dall'impegno sociale), dando profondità a un profilo che rischierebbe di diventare bidimensionale come la carta da parati di un egomaniaco.

TIPS: gli altri parlano di noi meglio di quanto noi potremo mai fare.



Continua a leggere

La dieta è una cosa seria. Per questo capire qual è la differenza tra dietologo e nutrizionista (senza dimenticare il dietista) può essere fondamentale per raggiungere i propri obiettivi non soltanto in termini di peso e forma fisica, ma soprattutto di benessere

LOS ANGELES, CA - FEBRUARY 15:  Recording artist Adele attends The 58th GRAMMY Awards at Staples Center on February 15, 2016 in Los Angeles, California.  (Photo by John Shearer/WireImage)
Star System
Dieta Sirt: come funziona e quali star ha fatto dimagrire
La Dieta Sirt è il regime alimentare che ha trasformato il corpo di Adele. Si basa sull'assunzione di alcuni cibi che attivano le sirtuine, i geni della magrezza. Aiutano a bruciare i grassi e riparano le cellule, puntando sulla longevità 
DIETOLOGO: CHI È

La fondamentale differenza tra dietologo e nutrizionista è che il primo è un medico laureato in Medicina e Chirurgia, e successivamente specializzato, dopo altri quattro anni, in Scienze dell’alimentazione. Questa figura ha le competenze necessarie per eventuali diagnosi di patologie e la prescrizione della dieta, oltre che di farmaci e di esami, anche invasivi.  QUANDO SCEGLIERLO Si tratta della figura più titolata in campo di alimentare e dei disturbi ad essa collegati. È quindi adatto a seguire persone che devono perdere molti chili o restare a dieta per un lungo periodo, o chi sospetta che dietro a un repentino cambio di peso ci sia una malattia o un disordine del comportamento alimentare. 

NUTRIZIONISTA: CHI È

Il nutrizionista è generalmente un biologo con laurea quinquennale: ha quindi le conoscenze necessarie per valutare i fabbisogni nutritivi ed energetici elaborando schemi alimentari e lavorare nell’ambito dell’educazione al cibo e della ristorazione collettiva. In autonomia può consigliare ed elaborare diete, consulenze nutrizionali e prescrivere integratori alimentari (ma non farmaci). Non può invece formulare una diagnosi di patologia, ma in caso di sospetto di malattia deve invitare il paziente a rivolgersi al medico. QUANDO SCEGLIERLO Se si è in salute e si desidera riorganizzare la propria alimentazione. Se si vuole verificare di seguire uno stile di vita sano ed equilibrato, perdendo magari un po’ di peso. Non solo: può essere un riferimento anche nel caso fosse stata diagnosticata una patologia come l’ipercolesterolemia o l’obesità. 

DIETISTA

Non è un medico ma un operatore sanitario poiché ha conseguito una laurea triennale in dietistica. Il suo compito è quello di elaborare e mettere in atto le diete prescritte dal medico e ne controlla l’accettabilità da parte del paziente.  QUANDO SCEGLIERLO Oltre alla descrizione data sopra, questa figura si occupa  di controllo dell’igiene degli alimenti, di educazione alimentare, di ricerca scientifica e di collaborazione con le industrie del settore alimentare. 



Continua a leggere


X

privacy